sabato 2 giugno 2018

Ho letto BUGIE INNOCENTI di Kate Radix


Ho letto Bugie Innocenti di Kate Ducci





Più che la trama, se pure avvincente, mi ha affascinato la descrizione del luogo dove si è svolta la storia che ci racconta Kate.

Ho centellinato la lettura in molte serate senza farmi prendere dalla frenesia di scoprire l'autore degli omicidi. E' stato un viaggio tra le nebbie della Striscia e la sua pioggia intermittente, fascino oscuro e cornice di una serie di misfatti le cui testimonianze, come spesso succede, sono vaghe e soggettive.

Le bugie innocenti che Colin, l'ispettore incaricato delle indagini, spesso annoiato e inizialmente poco interessato, elabora in un modo quasi fastidioso mentre fa la spola tra Dothan, da cui proviene, e la cittadina da lui invisa di Phoenix, sono l'emblema di una realtà non insolita nei piccoli centri urbani.

La caratterizzazione di ogni personaggio del racconto è ben delineata; si arriva a conoscerli uno per uno e vederne le umane fragilità e il male che si portano dentro.

Il tutto in un'atmosfera sospesa in un autunno incipiente, tra i fumi della nebbia e i colori lucidi di pioggia di un paesaggio che ha nella sua cupa inquietudine, una certa bellezza.

Un film in bianco e nero.

Un ottimo noir che consiglio a chiunque, un giallo che non si limita a rivelare i misfatti e il suo colpevole, ma anche la banalità del male che lo circonda e che sempre genera i suoi mostri.

Ho letto DOROMEN IPSUM di Mauro Sala


Ho letto DOLOREM IPSUM di Mauro Sala





C'è uno scrittore di racconti che pubblica in un un giornale e si firma con uno pseudonimo, chatta con i suoi lettori e vive nel classico disordine del suo appartamento, tipico dei single o degli artisti. Un incontro fatale con una donna sposata di cui si innamora e il tran tran di una persona come tante che arricchisce con un generoso volontariato, l'autore lo racconta in prima persona.

Ma ci sono dei delitti che una squadra di polizia tenta invano di risolvere e che fanno da spanna alla storia, questa descritta in terza persona.

E allora? direte voi.

Detta così, sembra la solita trama; ma nulla è come sembra.

Dolores ipsum, è tanto dolore e tanto amore.

Introspettivo e profondo nei sentimenti che esprime, ha nella sua dinamica descrittiva il mistero

della complessità umana e quella sua interiorità a volte sconosciuta, che non frena gli impulsi e ignora la ragione.

Un intricato meccanismo di pulsioni che spesso portano alle peggiori conseguenze.

Amore, odio, rinuncia, sogno, delitti e un finale sorprendente, sono gli ingredienti di questo romanzo in cui mi è parso trapeli (impressione personale) tanto del suo autore.

TW è il saluto di un amico.

Anche la persona più semplice intuisce che raccontare storie attingendo dalle umane vicende conosciute e svelandone i segreti, è come rubare loro una parte dell'anima.

Non si può dire di più... è da leggere.

domenica 18 febbraio 2018

Ho letto "SE ARIANNA" di Anna Visciani


Ho letto SE ARIANNA di Anna Visciani





Storia vera di una famiglia diversamente normale, è il sottotitolo che esprime in sintesi la trama del libro di Anna.

Con una scrittura semplice e allo stesso tempo ricca di risvolti e spirito profondi, l'autrice si racconta nella sua funzione di donna in attesa, prima, e quella di madre poi.

La scoperta della disabilità della figlia e le complicazioni conseguenti, coinvolgono il marito e i figli, ai quali lascia uno spazio descrittivo in cui esprimere i loro sentimenti e i disagi.

La forza di una donna e l'amore incondizionato di una madre, non scontati e rari in certe precarie situazioni, si avvertono prepotenti in ogni fatto che racconta, in ogni frase e in ogni parola.

Viene da pensare; cosa avrei fatto io al suo posto?

Troppo difficile mettersi nei panni degli altri. Si può comprendere, si... ma solo se non diamo per scontato quello che abbiamo e non pecchiamo di indifferenza.

Ne consiglio la lettura perché è istruttivo in modo comunicativo e racconta una realtà che tanti vivono e che spesso fingiamo di comprendere, anche se in fondo non vorremmo neanche vedere.

giovedì 15 febbraio 2018

Ho letto "VIOLA in dissolvenza" di Olga Gnecchi


Se si potessero registrare i suoni e filmare le immagini dei nostri sogni per poterli rivedere al risveglio nella loro interezza, non ci rimarrebbe quella vaghezza del ricordo e le conseguenti incertezze che, nel loro caotico disordine,ci lasciano improvvisi e sporadici flashback.

Sarebbe come leggere un diario mai scritto a cui affidare le nostre intime sensazioni, desideri e paure. Si, perché per quanto ci si voglia raccontare, c'è un inconscio desiderio di essere diversi da quelli che siamo. Ed ecco i sogni ad appagare le nostre fantasie più nascoste. Senza freni la mente spazia nell'universo; si colora in un discontinuo mulinello cromatico e all'improvviso diventa un pozzo grigio in fondo al quale sonnecchia il mostro che talora si risveglia.

E l'incubo cancella il sogno.

Ma il mostro non deve rimanere laggiù a sonnecchiare in attesa di acchiapparci e trascinarci giù con lui. Ma trasformare un incubo in un sogno si può.

Come?

VIOLA in dissolvenza, nel suo intenso racconto, ha tracciato una via per farlo. Perlomeno, è quel che ho percepito leggendolo e dal quale ho tratto queste mie personalissime considerazioni.

Letto in una sera, mi ha regalato un inquietante interrogativo, ma anche un'immagine di speranza fatta di luce chiara... in dissolvenza.

Da leggere!

martedì 16 gennaio 2018

Gabriella Grieco commenta LA NOTTE ERA BIANCA DI NEVE di Anna Cibotti


 
 
 

 
 
 
 
 




il 16 gennaio 2018
#ilibrideglialtri
Recensione di La notte era bianca di neve, di Anna Cibotti.
Interessante romanzo, questo della Cibotti, per il quale ho avuto un po' di difficoltà a inserirlo in una delle classiche categorie. La copertina, che con i suoi colori contrastanti ha avuto su di me una presa immediata, mi suggeriva un giallo oppure un noir dagli oscuri risvolti; il titolo - anch'esso molto bello, a parer mio - mi sussurrava di antichi segreti sepolti sotto una coltre che poteva essere tanto reale e concreta, la neve appunto, quanto immaginaria e astratta come la psiche. In ogni caso, la suggestione doppia di titolo e copertina mi ha spinta all'acquisto. Non sempre il mio istinto ha ragione, a volte ho preso certe fregature per stargli dietro... Ma questa volta, menomale, non ha sbagliato. La scrittura di Anna - che già conoscevo per aver letto altri suoi libri - è limpida e avvincente, senza sbavature.
La storia è interessante e coinvolgente, e comprendere bene la figura di uno dei protagonisti non è impresa da poco, così ben celato dietro la sua mancanza di empatia che sfocia nell'antipatia e nella strafottenza. Ci si domanda "ma che problema ha questo?". Bene, la risposta arriva nella seconda parte del romanzo e ha una grande valenza.
Ho solo un piccolo appunto da fare all'autrice, spero che mi perdonerà... Secondo me ha avuto una fretta eccessiva nel convogliare le diverse storie dei protagonisti verso il punto focale della vicenda. Mi sarebbe piaciuto di più se avesse concesso uno spazio maggiore all'intreccio sia nella prima che nella seconda parte. Insomma, nonostante un apprezzabile lavoro di scavo nell'animo umano, avrei preferito che fosse arrivata ancor più in profondità.
Comunque la storia vale, e la consiglio.

giovedì 11 gennaio 2018

Rosy Volta commenta LA NOTTE ERA BIANCA DI NEVE di Anna Cibotti

A volte ci si ritrova ( almeno, a me succede) a leggere cose che non erano state previste, seguendo un impulso del momento, un'ispirazione.
A me è accaduto con questo romanzo di Anna Cibotti: ne ho letto l'argomento e sono stata certa che mi sarebbe piaciuto. Avevo visto giusto!
Perchè leggendo sono stata travolta da un vortice di inquietudine e quasi di timore, ma nel frattempo ero così affascinata dalla storia che l'ho letto in meno di due giorni.
Per chi, come la sottoscritta, è amante del noir, del misterioso, del...leggermente paranormale, beh, questo romanzo fa per voi!
Immaginiamo dunque una scena che solo a pensarla fa già venire un brivido nella nuca: una macchina che viaggia in una giornata nebbiosa, e all'improvviso, senza motivo, si ferma. Ma accade anche ad un'altra, e poi un'altra ancora.
I protagonisti di questa singolare coincidenza si ritrovano in un capanno, mentre scende la sera, ad aspettare che accada qualcosa, che arrivi qualcuno...
Sono persone diverse tra loro, e soprattutto , con storie personali lontane l'una dall'altra; sembra quasi normale, ad un certo punto, che essi comincino a narrarle. Cercano di ingannare l'attesa, ma nel frattempo “tirano fuori” le loro angosce, come dallo psicanalista. Emergono allora fatti drammatici che hanno caratterizzato la vita di ciascuno di loro..ma è liberatorio raccontarsi; tanto poi ognuno andrà per la sua strada.
Solo un uomo, un omone baffuto dallo sguardo inquietante, tace ed ascolta. E la mattina dopo sarà scomparso.
Da questo momento in poi gli eventi incalzano.
Non vorrei raccontare oltre, o toglierei il gusto.
In questa storia nessuno è come sembra e niente pare reale.
Le domande incalzano il lettore: la verità è quella che appare o un'altra, completamente diversa?
E poi: fino a che punto è lecito spingersi per raggiungere la felicità?
Quali personaggi sono veri, e quali frutto di fantasia, o peggio, di incubi?
E' tutto questo mix di ingredienti che mi ha affascinata , da spingermi a leggere fino alla parola fine.
Ad un epilogo che è esattamente lo stesso dell'incipit, ma... con una aggiunta in più.
Argomento assai originale nel modo in cui è stato sviluppato. Stile di scrittura scorrevole .
Veramente una piacevole lettura, che consiglio agli amanti del genere.

Ho letto IL PIANTO DELL'ISOLA DI PASQUA di Jose Vincente Alfaro


Ho letto IL PIANTO DELL'ISOLA DI PASQUA di Jose Vincente Alfaro



Un viaggio attraverso la storia e la leggenda che rendono da sempre l'isola di Pasqua e i suoi "moai" uno dei più affascinanti misteri.

Un archeologo spagnolo e la sua squadra, impegnati in un'operazione di scavi archeologici nell'isola, si troveranno a vivere un'avventura tragica all'ombra dei mastodontici monoliti dalle facce quadrate e le orecchie lunghe fino al collo.

Un thriller e un documento storico dove, tra varie testimonianze e ipotesi fantasiose, l'unica certezza sono i molteplici reperti tuttora visibili.

I dati certi, ben citati nel libro, lasciano intatto l'arcano fascino della verità di un passato che non conosceremo mai.

La traduzione appare discreta, mentre la trama romanzesca del giallo, ben si colloca nel contesto storico-culturale del luogo.

"In che modo riuscì un popolo dell'età della pietra a spostare dei blocchi che pesavano varie tonnellate, e come furono capaci di formare una struttura con essi?"

In questo libro ci saranno alcune risposte; ma, questo è il bello, rimarranno tanti interrogativi.

Non resta che leggerlo!